5) Nicola Cusano. Mens, mensura.
La realt del mondo  per gli uomini solo congettura, un mondo
congetturale. Di questa congettura la forma  data dalla mente
umana stessa, simile anche in questo all'agire divino (notare la
definizione della mente umana come nobile similitudine di Dio).
La mente come principio unitrino  complica in s tutta la
molteplicit.
N. Cusano, De coniecturis, l. primo, capitolo terzo.

Conviene che la nostra mente avanzi qualche congettura sul modo
della derivazione del mondo delle cose dall'infinita ragione
divina. Siccome infatti la mente umana, nobile similitudine di
Dio, partecipa, per quanto pu, della fecondit della natura
creatrice, essa trae da se stessa, come dall'immagine della forma
onnipotente, degli enti di ragione, al fine di raffigurarsi quelli
reali. Cos la mente umana risulta forma del mondo congetturale,
come quella divina lo  del reale. Per la qual ragione, come
quella assoluta divina entit,  tutto ci che  reale in
qualunque cosa sia, cos anche l'unit della mente umana 
l'entit delle sue proprie congetture. Ma Dio opera tutte le cose
per se stesso, in maniera da essere contemporaneamente principio
intellettuale e fine di tutte, e cos il dispiegarsi del mondo
della ragione che esce dalla nostra mente, e che vi  complicato,
 per la mente stessa che lo costruisce. Quanto pi sottilmente
infatti essa contempla se stessa nel mondo che ha dispiegato da
s, e tanto pi riccamente essa si feconda da s al suo interno,
essendo suo fine quella ragione infinita, nella quale soltanto
essa intuir se stessa nel suo vero essere, come in quella che per
tutti  misura dell'attivit razionale e all'assimilazione della
quale noi tanto pi ci solleviamo e ci avviciniamo, quanto pi
profondamente cercheremo il principio della nostra mente, della
quale la mente divina  unico centro vitale.
Ma perch tu sia condotto alla comprensione del piano di questo
discorso, e accetti la mente come principio di congetture, fa'
attenzione a questo: che come il primo principio di tutte le cose
e della nostra mente si  dimostrato unitrino, in modo che della
moltitudine, dell'ineguaglianza e della divisione delle cose uno
solo sia il principio, dalla cui assoluta unit discenda la
moltitudine, e dalla cui uguaglianza l'ineguaglianza, e dal cui
nesso la divisione, cos la nostra mente, che non pu concepire
altro che come intellettuale la natura creatrice, si fa principio
unitrino della sua costruzione d'un mondo di ragione. L'unica
ragione infatti della molteplicit, della grandezza, e della
composizione  la misura, in modo che, tolta questa, non rimanga
nessuna di quelle cose; cos come, negata l'entit infinita, 
evidente che sono contemporaneamente negate le entit di tutte le
cose. Per la qual cosa l'unit della mente complica in s tutta la
molteplicit, e la sua uguaglianza ogni grandezza, e cos il suo
nesso ogni composizione. La mente dunque come principio unitrino
per prima cosa dispiega la molteplicit dalla forza della sua
unit complicativa, e la molteplicit poi fa che si generino e
l'ineguaglianza e la grandezza. Per la qual cosa nella stessa
primordiale molteplicit, come nel primo esemplare, si vanno a
cercare le grandezze, e le forme perfettive degli enti portati a
compimento, e le diverse ed ineguali. Poi dalle une e dalle altre
si avanza verso la composizione. Si comporta dunque la nostra
mente come principio distintivo, proporzionativo e compositivo.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
sesto, pagine 1045-1046.
